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Salvatore Gulino

Sul respiro di un papà

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SUL RESPIRO DI UN PAPA’


Il mare, la sabbia e tu, papà.

Tu che sai tutto di me, che mi lasci correre sulla spiaggia solo per vedermi sorridere, che mi lasci rincorrere i colori di un aquilone sconosciuto per vedermi felice; tu  che sai già che finirò in acqua e che, nonostante tutto, me lo lasci fare. Ecco, come previsto le svoltine ai pantaloni non sono bastate neanche stavolta e adesso sono tutto bagnato ed anche un po’ salato, te ne accorgi baciandomi sulle guance ed io sento la tua bocca sorridere mentre lo fai. Mamma si arrabbierà ma tu ti prenderai tutta la colpa, siamo soci io e te, una banda perfetta.

Ci sono tante conchiglie qui sulla spiaggia ed alcune hanno in cima un buchino perfetto per farci passare attraverso un filo. Se riesco a trovarne abbastanza potresti aiutarmi a farci una collana, le loro sfumature oro e miele sembrano quelle dei capelli di mamma.

No, non è tardi, restiamo ancora un po’ qui, io e te, è presto per tornare a casa, è ancora alto il Sole. Aspettiamo che i miei vestiti si asciughino almeno un po’.

Ti sento respirare papà, mi dondola il saliscendi del tuo petto e il profumo del tuo dopobarba mi fa sentire a casa anche qui, tra il vento e il Sole di questa spiaggia. Quanto mi piace la mattina guardarti mentre ti radi! Col naso in su ti osservo, tutta quella schiuma bianca fa sembrare il tuo viso una nuvola gonfia di pioggia sospesa in aria e pronta a dar pioggia, ma le sole gocce che toccano il mio viso sono quelle verdi del tuo Pino Silvestre, sei tu che me ne spruzzi sempre un po’ per farmi sentire già grande. Anche la tua camicia profuma di casa e un pò di mamma, ti avrà abbracciato prima di uscire, lo fa sempre e il suo profumo si è posato su di te come le sue carezze sui miei capelli. Sto bene qui, con il cuore così vicino al tuo, ti sento vivere papà. Dormi con me, ascolta anche tu il mio respiro, senti il mio peso su di te, sulla tua vita come sul tuo petto. Il vento ci spettina e il suono delle onde ci culla. Sognerò così, disteso sul tuo respiro.

Ascolta! Li senti anche tu?

Dal mare arrivano urlando i pirati, con le loro barbe lunghe e le bende sugli occhi, hanno uncini al posto delle mani e l’alito che puzza di rum. Tienimi stretto a te e spicca il volo sulla loro cattiveria; come Peter Pan, sorridi e prenditi gioco di loro, dei loro cannoni e del loro frastuono. Il tesoro che cercano sarà certamente nostro, i cattivi perdono sempre. Torneremo a casa da eroi, scapigliati, sporchi di salsedine e sabbia ma non diremo nulla a mamma. Sarà il nostro segreto, roba da uomini, non le racconteremo mai delle nostre avventure, delle mie paure ne di te che sai volare. Le metteremo al collo la sua collana di conchiglie e lei ci sorriderà, come Campanellino quando rivede il suo Peter.

Non hai ancora trent’anni papà ed io appena due, starò così finché potrai sorreggermi, finché avrò vestiti da asciugare ed aquiloni da inseguire. E quando sarai troppo stanco o io troppo grande, dimmi che troveremo modi nuovi di ascoltare i nostri cuori e i nostri respiri, di sincronizzare le nostre vite, di abbandonarci l’uno sull’altro per sentirci vivere ancora, come qui su questa sabbia. Dimmi che mi aiuterai a sognare nuove avventure corsare e che insieme vinceremo sempre.


Un papà con il figlio serenamente addormentato sul suo petto sulla spiaggia di Marina di Ragusa, una scena tenerissima da osservare ed impossibile da non fotografare.

Da questo scatto nasce l’immaginAzione di un figlio dedicata a tutti i papà.


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© Fotografia e Testi di proprietà di Salvatore Gulino

 

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