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Salvatore Gulino

Luce d’inverno sull’altopiano ibleo

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Luce d’inverno sull’altopiano ibleo


Le passioni per essere tali devono avere la forza di trascinarci lì dove soli non riusciremmo ad andare, fuori casa ad esempio, anche quando non sarebbe il caso, almeno all’apparenza. A me succede con la mia, la Fotografia, che oltre a muovermi da un luogo all’altro mi sposta da un me all’altro. Tra i tanti che siamo, tra i nostri stati d’animo, tra i nostri livelli interiori è necessario muoversi per non fermarsi ad uno soltanto, sul più comodo e noioso di tutti.

Succede in un istante, come per tutte le cose migliori e dura quel tanto da dare dipendenza, il giusto per desiderare che accada ancora.

Ieri è tornata e mi ha spinto fuori casa, sull’altopiano posseduto dall’Inverno. Ero bloccato ad uno dei livelli più tristi, in casa, dall’allarmismo di una tv Cassandra a martello battente sugli ovvi rischi di freddo e pioggia.  Toni da fine del mondo, accettabili unicamente se non fosse stato Gennaio. Con un brusco movimento mi ha spinto in alto, ad un più sarcastico livello, da dove ho concluso che se l’ inverno imperversa non può fare notizia a Gennaio. Qualcosa mi teneva al sicuro da un pericolo inesistente.

Cosi ho lasciato che l’ inverno facesse l’ inverno, fidandomi ho lasciato che mi gelasse le dita, che mi bagnasse i vestiti, che mi spiegasse che i prati sono verdi per la sua pioggia e per la sua luce.

Sull’altopiano ibleo, nei dintorni di Ragusa, l’ inverno è certamente duro per chi ci lavora e vive ma anche meraviglioso per chi sa osservarlo. Per farlo servono occhi ben aperti sui suoi spazi e curiosità di addentrarsi, proprio lì dove gli allarmi sconsigliano.

Lunghe strade, di giravolte inutili e passaggi spesso sbarrati, si insinuano tra le sue colline spoglie e gli interminabili muretti a secco. Ogni curva un cambio di scena, dislivelli si alternano a piccole pianure, dai suoi confini guardando verso il mare sembra di avere tutto il mondo avanti a se.

E’ qui che l’ inverno si svela e smette di mostrarsi per quello che non è, minaccioso e scuro soltanto. D’improvviso un cenno d’intesa, un gesto d’affetto, una luce per me che non ho ceduto alle profezie, che sono venuto qui senza pregiudizi, a cercare del buono dove sembrava non essercene ed a rubarne un istante da raccontare a chi stenterà a crederci.


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Non sempre un cielo azzurro è quello che dovremmo desiderare per le nostre immagini, anzi spesso è esattamente quello che dovremmo cercare di evitare, sempre che quello che cerchiamo non sia qualcosa che esiste già. Un cielo complesso e cangiante è quello che dovrete augurarvi per portare a casa un’emozione.

Dell’opportunità di andare in cerca di immagini quando i più non lo farebbero ho già detto in passato e questa immagine ne è stata per me ulteriore prova. L’immagine di oggi è stata scatta il 15 Gennaio 2017.


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© Fotografia e Testi di proprietà di Salvatore Gulino

 

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