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“Essere non si può più di una volta”  


“Essere non si può più di una volta” sono queste le parole che la mia amata nonna usava ogni volta che il trascorrere del tempo lasciava in giro per casa qualcuno dei suoi indelebili segni. Quando questa frase si faceva suono sentivo il peso del tempo nella sua voce piena di saggezza e le stanze si riempivano di tutta la sua consapevolezza, ogni parola portava il peso dei suoi anni vissuti pienamente. La semplicità di mia nonna, fatta di saggezza contadina e la sintetica profondità di questa frase, crescendo mi hanno fatto sospettare che in realtà quelle non fossero parole sue. 

Non so quanto consapevole fosse di citare il Canzoniere di Francesco Petrarca né come fosse venuta in contatto con questi versi, certo è che da bambino l’idea di non “fidarmi” di lei non era un’opzione sul tavolo e che da adulto il dubbio andava fugato. I miei anni a scuola non mi hanno fatto incrociare quelle parole, le avrei riconosciute e solo oggi, dopo una doverosa ricerca, scopro questa bellissima immagine del Poeta allo specchio ad interrogarsi sul tempo che passa.

Dicemi spesso il mio fidato speglio

Dicemi spesso il mio fidato speglio,

l’animo stanco, e la cangiata scorza,

e la scemata mia destrezza e forza:

Nonti nasconder più; tu se’ pur veglio.

Obedir a Natura in tutto è il meglio;

ch’a contender con lei il tempo ne sforza.

Subito allor com’acqua ’l foco amorza,

d’un lungo e grave sonno mi risveglio:

e veggio ben che ’l nostro viver vola,

e ch’esser non si pò più d’una volta;

e ’n mezzo ’l cor mi sona una parola

di lei ch’è or dal suo bel nodo sciolta,

ma ne’ suoi giorni al mondo fu sì sola,

ch’a tutte, s’i’ non erro, fama ha tolta.

Considero questa una delle tante eredità di mia nonna, che siano o no parole sue poco importa, per me saranno sempre della mia poetessa.

Fugato un dubbio un altro di conseguenza sembra sciogliersi. Ho sempre cercato di capire perché difronte al mare mi tornasse alla memoria quel verso e solo adesso che ne conosco origine e contesto capisco, il mare è per me quello che lo specchio è per il Poeta. Mi mostra lo scorrere del mio tempo, non riflettendo i segni sul mio volto ma ipnotizzandomi con l’andare e venire delle sue onde fatte d’acqua, di energia, di pazienza, di sale e soprattutto di tempo.

E’ il tempo il loro messaggio, è nel tempo che risiede la loro forza, nella loro capacità di ritornare eternamente, scandendo questo movimento perpetuo. Si infrangono sulla battigia e ogni volta si ripresentano come a ricordarmi che loro, a differenza mia possono “essere” più di una volta, come a dire che io non sono un’onda.


immaginAzione

Ho scattato l’immagine di oggi sulla spiaggia di Sampieri ma avrei potuto farlo in qualunque altro luogo, il mare gode dei suoi privilegi in ogni parte del globo.


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© Fotografia e Testi di proprietà di Salvatore Gulino

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2 Dicembre 2015

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